domenica 29 aprile 2012
mercoledì 25 aprile 2012
Le mie proposte per una politica nuova
Mai come in questi anni la politica appare distante dai cittadini. I partiti sono divenuti agli occhi di molti delle macchine di potere, i politici dei burocrati interessati solo all'arricchimento personale. La realtà non è ovviamente questa, ma un sistema in cui i rappresentanti istituzionali non hanno più la fiducia dei loro elettori non può che collassare su se stesso. La colpa non è dell'anti-politica, perché l'anti-politica nasce dalla cattiva politica. Invece di puntare il dito verso i vari Beppe Grillo, i partiti dovrebbero iniziare un serio esame di coscienza.
Per cambiare non occorre essere nelle alte istituzioni o nelle segreterie nazionali. Le grandi rivoluzioni partono dal basso. Iniziamo dalla Nostra Città:
- più trasparenza: bilanci, appalti, documenti, retribuzioni del personale politico e amministrativo e altre informazioni riguardanti il Comune di Monza on-line e di facile accessibilità. Informatizzare le istituzioni significa garantire un maggior controllo da parte del cittadino e quindi minori possibilità di azioni irregolari;
- più ascolto ai cittadini attraverso una maggiore partecipazione alla stesura dei bilanci comunali e dei piani delle opere pubbliche;
- istituzione di una Commissione Comunale che vigili sugli appalti e i subappalti del comune di Monza per evitare infiltrazioni malavitose;
- analisi delle spese e taglio degli sprechi;
- lotta all'evasione e all'elusione fiscale: tutto ciò che viene recuperato rimane sul territorio;
- meno poltrone nelle partecipate e più competenza: basta politici incompetenti nei consigli di amministrazione delle società a capitale pubblico.
martedì 24 aprile 2012
sabato 21 aprile 2012
Le mie proposte per i giovani e per il sociale
Noi giovani siamo la classe dirigente del domani, siamo coloro su cui scommettere per la ripresa economica, eppure mai come in questi anni siamo stati così scarsamente rappresentati nelle istituzioni e così poco tutelati nel mondo del lavoro e dell'imprenditoria.
I Padri Costituenti avevano mediamente poco più di trent'anni, gli attuali Senatori e Deputati quasi sessanta. Non è difficile rispondere alla domanda sul perché le nostre necessità e i nostri bisogni godano di così poca attenzione.
Monza in quest'ultima tornata amministrativa ha avuto solo due under30 eletti nel Consiglio Comunale, entrambi nelle file del Centrodestra: occorre che il Partito Democratico faccia di più.
MONZA CITTA' UNIVERSITARIA
Con lo sviluppo del polo monzese dell'Università Milano Bicocca si stanno creando nuove esigenze. E' necessario predisporre un piano integrato per la nuova città universitaria che si sviluppi secondo le seguenti direttrici:
- maggiore disponibilità di strutture ricettive convenzionate;
- trasporti più funzionali con abbonamenti integrati per studenti;
- miglioramento della qualità del servizio bibliotecario e delle sale studio, anche tramite la realizzazione della nuova Biblioteca Civica in Piazza San Paolo;
- internet wireless gratuito nei punti nevralgici della città: biblioteche, centro storico, ville e cascine del parco.
MONZA CHE INVESTE SUI GIOVANI
E' necessario favorire il naturale processo di maturazione e responsabilizzazione giovanile, così che le ragazze e i ragazzi possano emanciparsi dal contesto familiare che li ha accompagnati fino all'età adulta. Per questo il Comune di Monza dovrà impegnarsi a:
- istituire un vero e funzionale fondo per la casa per i giovani che decidono di rendersi indipendenti;
- creare una vera Young Card con molteplici servizi e agevolazioni economiche anche presso esercenti privati prendendo esempio da quella del Comune di Bologna;
- destinare il 5% del bilancio di ogni assessorato a progetti ed iniziative a favore dei giovani;
- favorire l'accesso al credito per i giovani imprenditori.
MONZA PIU' VIVA
E' innegabile che Monza soffra dell'effetto coprifuoco, in particolare nei mesi invernali. Pochissimi sono i luoghi di socialità, in particolare nelle ore serali. Occorre favorire lo sviluppo di attività ricreative e culturali per rilanciare l'economia locale, anche e soprattutto in concertazione con le numerosissime associazioni presenti sul territorio.
L'Assessorato alle Politiche Giovanili in questi anni ha inteso la propria missione vedendo i giovani solo come consumatori e fruitori di servizi, dimenticandosi che sono e devono essere anche attori delle scelte che riguardano la loro città. Per questo è necessario:
- recuperare le aree dismesse e destinarle in parte ad attività creative ed espressive con partecipazione attiva di ragazze e ragazzi, valorizzando così i quartieri ora degradati;
- trovare un accordo tra residenti ed esercenti dei locali esistenti riguardo il chiasso notturno, attraverso la creazione di tavoli di discussione;
- organizzare attività culturali e ricreative in accordo con i commercianti e le associazioni presenti sul territorio per ravvivare il Centro Storico e permettere il rilancio dell'economia locale.
MONZA PIU' SOLIDALE
Questa Giunta non ha avuto dubbi su dove tagliare quando è arrivato il Patto di Stabilità: colpire duramente il sociale.
E' così che le campagne di sfratto degli insolventi dalle Case Comunali diventano motivo di propaganda politica, anche se dei minori alloggiano in quegli appartamenti. E' così che le Cooperative Sociali non riescono più a sostenersi per l'impoverimento graduale della società monzese e per le spese incipienti.
In un periodo di crisi come questo il sociale deve essere la nostra priorità. Per questo la futura Amministrazione dovrà:
- potenziare il servizio degli asili nido;
- istituire un assegno per le famiglie monoparentali o monoreddito in difficoltà in concertazione con le Associazioni presenti sul territorio;
- stendere un piano del sociale in concertazione con le Cooperative e le Associazioni presenti sul territorio in modo da rendere più efficiente il sistema;
- predisporre uno stabile gestito da una o più Associazioni come rifugio per i senzatetto;
- sviluppare un serio piano per l'emergenza freddo nei mesi invernali;
- studiare le problematiche del carcere di Monza e trovare delle soluzioni alle precarie condizioni dei detenuti: per dirla con Voltaire la civiltà di un paese si misura dallo stato delle sue carceri;
- sviluppare politiche a sostegno del diritto alla casa;
- istituire l'Osservatorio della Povertà per studiare, prevenire e porre rimedio al graduale impoverimento delle fasce sociali più basse;
- predisporre un registro delle coppie di fatto;
- creare una consulta per l'integrazione degli stranieri.
giovedì 19 aprile 2012
Le mie proposte per la viabilità
La mobilità è il fattore più drammatico di questa città. Le ore di punta a Monza sono 24 al giorno. Il trasporto pubblico è difficile da definire tale e il PM10 è alle stelle, tanto che Monza nel 2011 è stata incoronata peggior città italiana per concentrazione di inquinanti nell'aria.
MONZA CHE SI MUOVE
Sembrerà banale dirlo, ma è necessaria una sostanziale riforma del sistema del trasporto pubblico. La nuova Amministrazione dovrà muoversi su tre assi: il trasporto interno alla città, quello di collegamento con la Brianza e quello di connessione con l'hinterland milanese. Occorre inoltre pensare a nuove forme di servizio per l'utenza così da favorire la diminuzione graduale del trasporto privato.
Per questo dovremo:
- lavorare perché siano finanziate e costruite le tratte di ferrovia metropolitana fino a Bettola (interscambio M1 e M5) e al Rondò (M5) secondo quanto previsto dal Piano del Governo del Territorio (PGT) vigente;
- istituire, in concertazione con le Ferrovie dello Stato, la fermata ferroviaria leggera Monza Est (Via Einstein);
- predisporre un abbonamento integrato dei trasporti ATM-Consorzio Brianza Trasporti-Trenord;
- aumentare la frequenza delle corse dei bus;
- costruire una rete di piste ciclabili che facilitino la viabilità e il raggiungimento dei principali servizi di quartiere e della Città.
MONZA CON MENO TRAFFICO
Non si può eliminare il trasporto privato, ma certamente lo si può razionalizzare. Gli strumenti sono molteplici:
- PGUT, Piano Generale Urbano del Traffico, per studiare ed eviscerare le criticità e migliorare la viabilità monzese;
- piano degli orari dei cittadini, per una migliore efficienza dei servizi pubblici e privati e del trasporto pubblico;
- deviazione dei flussi non diretti a Monza sui viali tangenziali;
- bike e car sharing in Città e nel Parco.
martedì 17 aprile 2012
Le mie proposte per l'ambiente
L'ambientalismo negli anni cinquanta e sessanta era considerato più una filosofia di vita, priva di un vero e proprio fondamento scientifico. Non si riusciva a percepire la concretezza del problema e la necessità di prevenire il peggioramento della qualità delle matrici ambientali.
Ora, per quanto siano nate moltissime discipline tecnico-scientifiche che puntano a studiare, prevenire, evitare e sanare gli impatti ambientali, la cultura degli amministratori non pare essere molto cambiata.
Eppure ci sono solide teorie economiche e scientifiche che dimostrano che una minore qualità dell'ambiente incide in modo sensibile non solo sul benessere e sulla salute dei cittadini, ma anche sull'economia dei Paesi industrializzati.
L'Italia è il fanalino di coda anche in questo settore, soprattutto perché i Comuni non comprendono l'importanza del proprio ruolo: sia educativo perché istituzioni più vicine ai cittadini, sia di diretti responsabili del governo del territorio.
Il suolo non è una risorsa rinnovabile, per questo dobbiamo bloccarne il consumo nelle aree più compromesse come la Brianza che è tra le più urbanizzate d'Europa.
La Variante al Piano del Governo del Territorio (PGT) della Giunta Mariani non solo ha bloccato il Consiglio Comunale per cinque anni, ma una volta approvata aumenterebbe il consumo di suolo all'inverosimile, facendo calare quattro milioni di metri cubi di cemento sulla città.
La viabilità, già compromessa, impazzirebbe nel giro di pochi anni, i servizi non sarebbero più sufficienti, la quantità di inquinanti emessi salirebbe alle stelle e la qualità della vita subirebbe un duro colpo.
La nuova Amministrazione dovrà realizzare piuttosto un'urbanistica più europea: più rispettosa del territorio e coerente al concetto di sviluppo sostenibile. Per questo propongo:
- urbanistica a volumi zero con edificabilità permessa solo nelle aree dismesse;
- recupero delle aree verdi degradate;
- centralità dei quartieri nello sviluppo dei servizi al fine di migliorarne la prossimità come prevede il PGT vigente;
- redazione di un nuovo Regolamento Edilizio che tenga conto di fattori legati all'efficienza energetica, all'uso di impianti ad energia rinnovabile e di componenti e sistemi ecologicamente compatibili.
MENO SPRECHI E PIU' ENERGIA PULITA
L'era del petrolio è agli sgoccioli e occorre riformare il nostro sistema energetico. Ce lo chiede l'Europa e ce lo chiedono le prossime generazioni. Il tema è sul tavolo da molti anni: non possiamo più pensare di consumare e produrre energia coi mezzi e con le modalità adoperati sino ad ora.
Per questo dobbiamo lavorare su due fronti: quello dell'efficienza energetica e quello della produzione attraverso fonti rinnovabili e meno impattanti. La nuova Amministrazione dovrà pertanto:
- stendere un piano energetico comunale che censisca la domanda e la produzione di energia sul nostro territorio e sviluppi un programma di intervento per migliorare la situazione odierna;
- analizzare gli impatti ambientali che l'ente comune provoca attraverso i suoi uffici e le sue attività e provvedere ad una loro diminuzione (Life Cycle Assessment);
- sostituire gli infissi e coibentare termicamente tutti gli stabili comunali;
- utilizzare tetti fotovoltaici e collettori piani negli stabili comunali per diminuire la dipendenza dalla rete;
- favorire la produzione distribuita di energia per diminuire la dipendenza dalla rete.
RIFIUTI
La "filosofia" consumista produce, per definizione, una quantità sempre crescente di rifiuti. Il problema è dunque più culturale che tecnico. Negli ultimi quindici anni infatti la popolazione italiana non è aumentata, ma la produzione pro-capite di rifiuti è passata da 450 a 540 kg all'anno pro capite.
Secondo la Direttiva Europea 2008/98 la politica in materia di gestione dei rifiuti deve vedere come prioritaria la prevenzione (ovvero la riduzione alla fonte) attraverso politiche di riuso e contenimento degli scarti. Per questo si rendono necessarie azioni di:
- riduzione degli imballaggi sul territorio comunale;
- sensibilizzazione dei cittadini attraverso informazioni chiare e coinvolgenti;
- aumento della percentuale di rifiuti destinati a riciclo e riuso;
- miglioramento della raccolta differenziata in termini qualitativi e quantitativi.
domenica 15 aprile 2012
Intervista
Marco! Presentati.
Mi chiamo Marco Lamperti. Sono nato a Monza venticinque anni fa e, dopo il diploma al Liceo Scientifico Paolo Frisi, mi sono laureato in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio al Politecnico di Milano. Da cinque anni mi occupo attivamente di politica sul territorio.
Cosa fai nella vita?
Principalmente studio. Dopo la Laurea Triennale ho iniziato a seguire i corsi – sempre al Politecnico di Milano – per conseguire la Laurea Magistrale in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio con specializzazione in Tecnologie per il Risanamento Ambientale. Se tutto va bene, a dicembre concluderò la mia esperienza universitaria.
Un attivista per l’ambiente.
E’ sicuramente un settore in cui si deve investire molto, ma certamente la mia scelta è stata determinata, più che da doveri morali, dal semplice fatto che mi piace ciò che studio.
Ma studi soltanto o fai anche altro?
Durante i primi due anni di università ho lavorato a Milano in un’agenzia di vendita di un grande gruppo editoriale, poi mi son dedicato interamente a studio e politica, se non si contano i mesi natalizi che mi vedono addetto alla vendita in un negozio di giocattoli del Centro Storico di Monza.
Il tuo percorso politico invece?
Ho iniziato abbastanza presto: a 19 anni facevo già parte del Tavolo Programmatico del Centrosinistra per le Amministrative del 2007 per conto dell’allora Lista Faglia (ora Città Persone). Nella primavera di quell’anno fui eletto Consigliere della Circoscrizione 2 di Monza col ruolo di Capogruppo.
In seguito, nato il Partito Democratico, ho deciso di dedicarmi interamente al nuovo partito, lasciando il Consiglio di Zona.
Ho fatto parte così del primo Esecutivo Provinciale dei Giovani Democratici e con il Congresso del 2009 sono entrato a far parte dell’Assemblea Regionale e della Direzione Provinciale del PD. Da due anni, ormai, sono anche Coordinatore del Circolo PD Monza 1 e pertanto membro dell’Esecutivo Cittadino.
Ci sono cose in particolare che hai fatto in questi anni di politica che ricordi con piacere?
Le campagne elettorali e referendarie e gli innumerevoli progetti di formazione. Oltre a discutere moltissimo di politica vera, ci si diverte tantissimo.
Quanto tempo ti ha impegnato la politica?
Molto, anche 4 o 5 sere a settimana nei periodi più caldi. Per questo dico che ci vuol passione, senza passione avrei mollato tutto tempo fa.
Ora un po’ di domande di politica nazionale. Salteremo da un argomento all’altro. Cosa ne pensi delle Primarie? Perché il PD le perde sempre?
Le Primarie sono un grande strumento di democrazia e di partecipazione. I partiti, per loro natura, tendono a chiudersi in loro stessi e a perdere il contatto con i veri problemi dei cittadini. Le Primarie rompono questo schema e contaminano il partito con idee ed energie nuove.
La locuzione “Perdere le Primarie” comunque è contraddittoria in se stessa: non si possono perdere. E’ un meccanismo di scelta che coinvolge gli elettori del partito o della coalizione a cui il PD aderisce. I cittadini, partecipando a tali elezioni, scelgono la persona che meglio può rappresentare il programma del centrosinistra e che più facilmente può vincere le elezioni.
Le manovre Monti? Come le giudichi? E come giudichi questo Governo nel complesso?
E’ ovvio dire che le cose, passando da Berlusconi a Monti, siano migliorate. Abbiamo finalmente cambiato registro: ora si pensa al Paese e non ai festini o agli innumerevoli processi dell’ex Premier.
Quest’enfasi di cambiamento, però, ha portato ad elevare notevolmente le aspettative dei cittadini nei confronti del nuovo Esecutivo, che deve comunque sottoporre le proprie proposte al Parlamento, ancora a Maggioranza Pdl-Lega.
Non mi hanno particolarmente entusiasmato le manovre Salva Italia e Cresci Italia. Mi aspettavo più coraggio. Il Governo ha deciso di rimpinguare le casse dello Stato passando ancora attraverso i redditi, non toccando per nulla i patrimoni. Sul fronte liberalizzazioni, invece, mi aspettavo delle riforme un po’ più significative.
Ottima la politica sull’evasione e l’elusione fiscale. Non solo per le azioni messe in campo, quanto per il processo educativo innescato: agli occhi dei cittadini l’evasore non è più un furbo, ma un delinquente.
Cosa ne pensi della proposta di modifica dell’articolo 18?
Per come è stata presentata non vedo niente di rivoluzionario. Mi sembra che esponga solamente i lavoratori a nuovi rischi e non vedo elementi che possano effettivamente gettare le basi per un nuovo welfare.
Sia chiaro: non sono un aficionado dello Statuto dei Lavoratori per come è, anche perché i lavoratori da esso tutelati sono sempre meno. Difendere a spada tratta l’articolo 18 ignorando i milioni di precari è ridicolo. Rendo merito al Ministro Fornero per il tentativo di risolvere l’annoso problema legato al dualismo dei diritti nel mondo del lavoro.
Il movimento NO TAV si è espresso duramente nelle scorse settimane: che ne pensi dell’alta velocità in Val di Susa?
Ho due opinioni da esprimere, perché in realtà i temi sono due.
La Torino-Lione per me è necessaria. Può rilanciare l’asse Italia-Francia, è in grado di trasformare gran parte dell’attuale trasporto su gomma tra i due paesi in trasporto su ferro ed è una grande infrastruttura in grado di creare sviluppo e posti di lavoro.
Non è possibile dal punto di vista tecnico fruire della linea storica presente in Val di Susa, checché ne dicano i NO TAV, se si vogliono garantire certi standard.
Quel progetto è però terribile – ecco il secondo tema: si è deciso di far passare la linea in una valle ad alta sensibilità paesaggistica, non vi è stato alcun vero coinvolgimento di tutti gli attori interessati e la trasparenza che ha portato alla stesura del progetto è stata giusto quella dovuta per legge. Insomma i NO TAV han ragione a lamentarsi, pur che lo facciano pacificamente e che ammettano che quella linea è comunque utile al Paese.
Non commento nemmeno i paventati rischi alla salute per via dell’uranio e dell’amianto, consiglio soltanto a chi sostiene queste tesi di informarsi di cosa sta parlando.
Cambiamo argomento: che ne pensi del matrimonio tra persone dello stesso sesso?
Favorevolissimo. La cosa incredibile è che l’Italia non riconosce nemmeno quelli contratti all’estero. Una coppia omosessuale europea non gode di quei diritti e doveri che in un paese civile sarebbero naturalmente garantiti.
Quindi proporrai il registro delle coppie di fatto se verrai eletto in Consiglio Comunale?
Ovviamente sì! E’ un tema che i Giovani Democratici vogliono portare in tutti i Consigli Comunali tramite gli under 30 eletti nelle istituzioni, in barba ai tentennamenti del partito. Ho garantito recentemente alla Direzione Provinciale dei GD di Monza e Brianza che, nel qual caso fossi eletto, sarà uno dei temi su cui batterò di più.
Ius sanguinis o ius soli?
Cittadinanza a tutti i figli degli stranieri nati in Italia. Non sanno neanche come è fatto il loro Paese d’origine e probabilmente parlano l’italiano meglio di molti nostri connazionali. Perché non dovrebbero essere cittadini italiani?
Adesso cerchiamo di conoscerti meglio sul piano personale. Con tutto questo tempo passato in politica, sarai uno zitellone…
(Ride) No no, sono fidanzato da quasi 4 anni con Elena. Una ragazza fantastica che sopporta le mie frequenti assenze politiche.
Ah, bene. Riesci a coltivare altre passioni? Sport?
Vado in palestra per tenermi in forma. Anche se non sono mai stato un tipo sportivo. Durante l’infanzia e la prima adolescenza ho praticato molto il nuoto, poi… il deserto (ride).
Ti sarai dato a hobby più tranquilli dunque.
Ho seguito lezioni di pianoforte per quattro anni e fin dalle elementari colleziono monete antiche e straniere. Noioso, eh?
Un po’ sì. Leggi?
Sì ho sempre letto molto… e di tutto: dal romanzo commerciale al classico, dal fantasy all’inchiesta giornalistica, dalla filosofia alla politica. Vado a periodi.
Il tuo libro preferito invece?
“Le Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar. Me lo consigliò uno dei miei più cari amici, Nicolas, una decina di anni fa. Penso di averlo letto sei o sette volte.
L’ultimo libro che hai letto?
In questi giorni sto leggendo “I reati contro la Pubblica Amministrazione” di Giuseppe Borrelli. Un regalo di compleanno di un caro amico, Andrea, che ora mi sta dando un bell’aiuto in questa campagna elettorale.
Un modo per dirti “stai attento a quello che fai perché questo è quello che rischi?”?
(Ride) Credo volesse dirmi questo, ma non ce n’era bisogno. Rimane comunque una questione di grande attualità. La politica ha perso la trasparenza e la moralità necessarie e il mio partito non è esente da questa critica. Un processo di europeizzazione della morale politica è vitale per questo Paese.
Cos’altro ti piace? Che musica ascolti?
I cantautori italiani sono la mia passione. Sono cresciuto con la musica di De André e Guccini. Il primo mi ricorda sempre di non perdere mai il senso di umanità, l’attenzione nei confronti dei più deboli che, nella musica di De André, sono gli indiscussi protagonisti. Guccini è più conviviale, ma dipinge bene anche i momenti più riflessivi che ogni uomo deve affrontare.
L’ultimo film che hai visto?
Quasi Amici di Olivier Nakache. Lo consiglio!
Il film preferito invece?
Difficile dirlo. Barry Lindon di Stanley Kubrick o forse Manhattan di Woody Allen… Davvero difficile dire se ce n’è uno che surclassa tutti gli altri.
Ora dimmi quante preferenze pensi di prendere
Non lo so e non si dice (ride).
Lancia un invito al voto
Il 6 e il 7 maggio scrivete LAMPERTI a fianco del simbolo del Partito Democratico se volete davvero dare un piccolo contributo al rinnovamento della politica della vostra Città.
Grazie Marco!
Grazie a te per l’intervista!
lunedì 9 aprile 2012
Padroni a casa nostra
Chi non si è occupato di politica o semplicemente non ha vissuto nel Norditalia non sa cosa cosa significa vivere a stretto contatto con la Lega.
Il partito delle grandi contraddizioni sempre denunciate, sempre evidenti, ma sempre giustificate nei modi più assurdi e incredibili. Ora si scoperchia il vaso di Pandora e toh... tutto ciò che qualcuno dice da anni pare corrispondere a verità.
Padroni a casa nostra. Federalismo. Roma ladrona. Fantomatiche differenze etiche con gli altri partiti. Tutela dell'ambiente e del territorio. Lotta alla criminalità organizzata. Stop alla lottizzazione delle società pubbliche. Tagli alla spesa pubblica. Le hanno dette tutte. Hanno promesso di tutto. Han giurato di essere tutto e il contrario di tutto.
Ora la verità. Finalmente.
Il partito delle grandi contraddizioni sempre denunciate, sempre evidenti, ma sempre giustificate nei modi più assurdi e incredibili. Ora si scoperchia il vaso di Pandora e toh... tutto ciò che qualcuno dice da anni pare corrispondere a verità.
Padroni a casa nostra. Federalismo. Roma ladrona. Fantomatiche differenze etiche con gli altri partiti. Tutela dell'ambiente e del territorio. Lotta alla criminalità organizzata. Stop alla lottizzazione delle società pubbliche. Tagli alla spesa pubblica. Le hanno dette tutte. Hanno promesso di tutto. Han giurato di essere tutto e il contrario di tutto.
Ora la verità. Finalmente.
sabato 7 aprile 2012
Gli infiltrati in Padania
Di questo parlano i leghisti. Dopo Roma ladrona e padroni a casa nostra, pare che il nuovo motto riguarderà delle presunte infiltrazioni non padane nella Lega atte a demolire il Movimento dall'interno.
Ci vogliono proprio prendere per il culo!
Ci vogliono proprio prendere per il culo!
giovedì 5 aprile 2012
Tu quoque, Trota, filii mii?
L'articolo più triste degli ultimi vent'anni di leghismo:
E la stessa scena si ripete sulla storia della Bmw di Renzo: "Mi ha detto che la sta pagando in leasing". Vero niente, è la replica, "al di là delle responsabilità personali tutte da accertare, le accuse dei pm sono fondate". È a questo punto che Bossi si attacca al telefono, i tratti del volto quasi sfigurati dalla rabbia. Chiama Renzo, poi decide di mollare la riunione e di fiondarsi a Gemonio: dalla Manuela e dai figli, pesantemente lambiti dalle inchieste di tre Procure.
E la stessa scena si ripete sulla storia della Bmw di Renzo: "Mi ha detto che la sta pagando in leasing". Vero niente, è la replica, "al di là delle responsabilità personali tutte da accertare, le accuse dei pm sono fondate". È a questo punto che Bossi si attacca al telefono, i tratti del volto quasi sfigurati dalla rabbia. Chiama Renzo, poi decide di mollare la riunione e di fiondarsi a Gemonio: dalla Manuela e dai figli, pesantemente lambiti dalle inchieste di tre Procure.
domenica 1 aprile 2012
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