Secondo l'on. Silvana Comaroli della Lega Nord, se si è extracomunitari e si vuole aprire un'attività, è necessario superare un test di accertamento della conoscenza della lingua italiana.
Io lo farei proprio per tutti invece. Indipendentemente dall'origine. Il mio ortolano è italiano, ma parla dialetto bergamasco e non capisco veramente niente quando parla (e non ho origini meridionali).
Non è, però, la chiarezza di linguaggio che si richiede, infatti si legge nel medesimo emendamento (al decreto legge incentivi) che le regioni possono stabilire che l'autorizzazione da parte dei comuni alla posa delle insegne esterne a un esercizio commerciale è condizionata all'uso di una delle lingue ufficiali dei Paesi appartenenti all'Unione europea ovvero del dialetto locale.
Sfido qualunque monzese di origine meridionale a comprendere un'insegna in brianzolo.
Ma poi come cavolo si scrive Kebab in munsciasc?!
venerdì 23 aprile 2010
La Resistenza? Che cos'è?
Di questo passo i nostri figli non troveranno risposta a questa domanda. In Provincia di Salerno, infatti, il Neopresidente l'ha cancellata dalla storia (oltre che dai manifesti) della Liberazione dal Nazifascismo, perché fra i partigiani c'era anche chi, su commissione della Russia, voleva instaurare la dittatura comunista. L'Italia si è salvata grazie al sacrificio di migliaia di giovani Usa.
giovedì 22 aprile 2010
sabato 10 aprile 2010
Perché il PD è per i giovani
Lettera di Pippo su Europa.
Chiara Geloni su Europa se la prende con i giovani del Pd e segnatamente con me (mi chiama «un certo Civati», sic) e con la nostra smania di protagonismo, solo perché abbiamo risposto ai giornalisti che ci chiamavano in questi giorni, mentre Geloni e altri celebravano la vittoria del Pd (sì, ciao).
Dice che ci prestiamo a strumentalizzazioni anche perché probabilmente non si rende conto di sbagliare completamente bersaglio.
Poco male: Geloni è solo direttrice di YouDem, non è tenuta a rappresentare il pluralismo interno. Per lei, chi non è d’accordo è un «pierino ». Continuiamo così, facciamoci del male.
Veniamo al punto. Come dicevo ai giornalisti che mi hanno chiamato (loro, perché non ho mai chiesto un’intervista in vita mia), e contrariamente a quanto pensa e purtroppo scrive chi rappresenta il Pd, sono per difendere Bersani (il «nessuno tocchi Pierluigi» è mio), per non aprire alcuna polemica con il gruppo dirigente nazionale, ma per mettersi a lavorare. Sulle cose, tanto che uno dei miei slogan preferiti è: «Mi sono rotto i cognomi».
Il 10 aprile abbiamo convocato, in tanti, e saremo tantissimi, un incontro a Milano, che s’intitola: «Andiamo oltre», titolo che dovrebbe essere comprensibile anche a chi vuole, a tutti i costi, pensare male.
Faremo «un lavoro che gli italiani non vogliono più fare»: prenderemo tanti giovani e meno giovani e li faremo lavorare, per tre mesi, su tre grandi questioni, totalmente disattese dalla sinistra in questi ultimi tre anni: il Nord e la Lega, il Partito dei giovani e il Sud in positivo.
Lavoreremo sul web e sul famoso territorio, raccoglieremo idee e talenti e li presenteremo – regalandoli, senza alcuna paternità – al segretario nazionale del Pd e alla direzione.
Il Nord e la Lega (e Berlusconi: contrasto, interdizione, opposizione e proposta su fisco, sicurezza, immigrazione e distribuzione delle risorse.
Il Partito dei giovani perché pretendiamo che il Pd – pur mantenendo la stessa classe politica di sempre, che nessuno intende toccare, perché va benissimo così – si rivolga alle persone che hanno meno di quarant’anni e che vorrebbero che qualcuno li rappresentasse.
Prima di guardare all’Udc e alle improbabili alleanze di cui parliamo dalla mattina alla sera, cerchiamo di recuperare una porzione del 40 per cento di astenuti, il voto di protesta, il consenso perduto verso movimenti e formazioni che si sono create anche per le nostre incertezze. Là ci sono i giovani.
Da ultimo, il Sud, attraverso le voci che possono raccontare quello che c’è di diverso, di credibile, di affidabile. Perché non possiamo abbandonarlo, il Mezzogiorno, né darlo per perduto.
Come vedete, nulla di eversivo, nulla di carrieristico, anzi, un lavoro oscuro destinato a fornire strumenti al Pd e ai suoi elettori.
Non vogliamo riprenderci il partito, come mi ha scritto Andrea di Edolo (uno dei commentatori di Facebook che tanto danno fastidio a qualcuno), ma riprenderci gli elettori, se è possibile.
Grazie per la comprensione, questa lettera si autodistruggerà prima di essere considerata l’ennesima iniziativa dei giovani carrieristi del Pd. Bum!
Chiara Geloni su Europa se la prende con i giovani del Pd e segnatamente con me (mi chiama «un certo Civati», sic) e con la nostra smania di protagonismo, solo perché abbiamo risposto ai giornalisti che ci chiamavano in questi giorni, mentre Geloni e altri celebravano la vittoria del Pd (sì, ciao).
Dice che ci prestiamo a strumentalizzazioni anche perché probabilmente non si rende conto di sbagliare completamente bersaglio.
Poco male: Geloni è solo direttrice di YouDem, non è tenuta a rappresentare il pluralismo interno. Per lei, chi non è d’accordo è un «pierino ». Continuiamo così, facciamoci del male.
Veniamo al punto. Come dicevo ai giornalisti che mi hanno chiamato (loro, perché non ho mai chiesto un’intervista in vita mia), e contrariamente a quanto pensa e purtroppo scrive chi rappresenta il Pd, sono per difendere Bersani (il «nessuno tocchi Pierluigi» è mio), per non aprire alcuna polemica con il gruppo dirigente nazionale, ma per mettersi a lavorare. Sulle cose, tanto che uno dei miei slogan preferiti è: «Mi sono rotto i cognomi».
Il 10 aprile abbiamo convocato, in tanti, e saremo tantissimi, un incontro a Milano, che s’intitola: «Andiamo oltre», titolo che dovrebbe essere comprensibile anche a chi vuole, a tutti i costi, pensare male.
Faremo «un lavoro che gli italiani non vogliono più fare»: prenderemo tanti giovani e meno giovani e li faremo lavorare, per tre mesi, su tre grandi questioni, totalmente disattese dalla sinistra in questi ultimi tre anni: il Nord e la Lega, il Partito dei giovani e il Sud in positivo.
Lavoreremo sul web e sul famoso territorio, raccoglieremo idee e talenti e li presenteremo – regalandoli, senza alcuna paternità – al segretario nazionale del Pd e alla direzione.
Il Nord e la Lega (e Berlusconi: contrasto, interdizione, opposizione e proposta su fisco, sicurezza, immigrazione e distribuzione delle risorse.
Il Partito dei giovani perché pretendiamo che il Pd – pur mantenendo la stessa classe politica di sempre, che nessuno intende toccare, perché va benissimo così – si rivolga alle persone che hanno meno di quarant’anni e che vorrebbero che qualcuno li rappresentasse.
Prima di guardare all’Udc e alle improbabili alleanze di cui parliamo dalla mattina alla sera, cerchiamo di recuperare una porzione del 40 per cento di astenuti, il voto di protesta, il consenso perduto verso movimenti e formazioni che si sono create anche per le nostre incertezze. Là ci sono i giovani.
Da ultimo, il Sud, attraverso le voci che possono raccontare quello che c’è di diverso, di credibile, di affidabile. Perché non possiamo abbandonarlo, il Mezzogiorno, né darlo per perduto.
Come vedete, nulla di eversivo, nulla di carrieristico, anzi, un lavoro oscuro destinato a fornire strumenti al Pd e ai suoi elettori.
Non vogliamo riprenderci il partito, come mi ha scritto Andrea di Edolo (uno dei commentatori di Facebook che tanto danno fastidio a qualcuno), ma riprenderci gli elettori, se è possibile.
Grazie per la comprensione, questa lettera si autodistruggerà prima di essere considerata l’ennesima iniziativa dei giovani carrieristi del Pd. Bum!
martedì 6 aprile 2010
domenica 4 aprile 2010
Due anni contro la Costituzione
E' il resoconto di Olga Piscitelli dei due anni di Governo Berlusconi. Rileggere tutte insieme fa comprendere chiaramente in quale direzione si sta muovendo questo Governo.
sabato 3 aprile 2010
giovedì 1 aprile 2010
Il ricambio secondo Minzolini
Io spero sia ironico, perché il motivo dell'allontanamento di quei giornalisti è palese.
Quando le botte premiano
Dopo aver malmenato un'avversaria, la Carlucci trionfa con il 70% dei voti. Tutto qui. Questo è il Paese reale.
P.S.: un amico mi scrive "bella merda [il Paese reale]!"
P.S.: un amico mi scrive "bella merda [il Paese reale]!"
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