venerdì 29 agosto 2008

giovedì 28 agosto 2008

La risposta

Tre post fa mi domandavo cosa pensassero Formigoni e leghisti Lombardi del piano Fenice. Marcello mi serve la risposta.

Museo velato

E' accaduto a Venezia. Una donna è entrata nel museo di Cà Rezzonico con il velo e il guardia-sala l'ha fermata e le ha intimato di uscire.
Un'azione irrispettosa come tante che, però, ha coinvolto mezzo mondo della politica. Se il Sindaco Cacciari la prende con ironia e ribadisce che nei musei veneziani ognuno può venire vestito come gli pare, Galan, Castelli e Giovanardi partono in una crociata in difesa del custode che mai aveva chiesto di essere difeso da qualcuno o qualcosa. La solita crociata politica.
Giovanardi afferma addirittura che È del tutto evidente che ha fatto il proprio dovere e non a caso la solidarietà più convinta l'ha ricevuta dai tanti musulmani che vivono in Italia che - sottolinea - sono le prime vittime di un fondamentalismo religioso ostentato e prevaricatore.
Qualcuno gli spieghi che il fondamentalismo è un'altra cosa e il velo sul volto è una tradizione religiosa, come il nostro pesce di venerdì. Quando la smetteremo di guardare ad un cultura utilizzando la nostra come metro di giudizio, forse, potremo aspirare ad una più corretta integrazione.
I leghisti no. Vogliono giudicare. Vogliono parlare. A vanvera soprattutto. E' una loro specialità. Pretendono di comprendere e giudicare una storia antica di 1500 anni senza alcuna nozione.
(D'altronde non sono neanche dei gran conoscitori della nostra: qualcuno dica loro che c'entriamo poco niente coi Celti e che i Camuni erano pagani! Quindi la piantino di unire festività cristiane con manifestazioni in armatura medioevale con special guests amici di Asterix e Obelix. Pastoni terrificanti!)

Il presidente sub

Parlo di quello della Camera. Si sa. Ha la passione per le immersioni, peccato che lo faccia anche dove non si può.

The end?

La fine della vicenda Alitalia? Probabile. Ettore Livini pubblica su Repubblica il piano di salvataggio di Alitalia, che del salvataggio ha ben poco, visto che la Nuova Compagnia che nascerà dalle ceneri della Vecchia avrà il 36% di aerei e il 28% delle destinazioni in meno della somma della Vecchia con Air One. La cordata sarà vincolata a quattro condizioni: l'individuazione delle attività in salute di Alitalia, l'accordo con i fornitori, l'intesa con i sindacati e la certezza che "persone, attività, passività e contratti" non previsti dall'acquisto resteranno a capo della vecchia società. In sostanza a Commissario e Stato.
La flotta scenderà da 240 aerei circa a 153 già nel 2009 e le macchine a lungo raggio dovrebbero scendere da 27 a 18.
NewAlitalia si concentrerà su voli nazionali e continentali, rinunciando in larga misura a quelli d'oltreoceano.
Il piano Fenice non quantifica gli esuberi, ma si legge che il costo del lavoro dovrà ridursi del 40%. Abbastanza esaustivo.
E Malpensa? Milano rimarrà con un numero irrisorio di tratte intercontinentali. Chissà cosa diranno Lega e Formigoni. A Linate, invece, potrebbe rimanere la sola tratta Milano-Roma (ma non dovevano chiuderlo con l'ampliamento di Malpensa? Bah!).

Un piano che prevede tutto il contrario di quello che era stato promesso in campagna elettorale e nei mesi a seguire.
Sono curioso di vedere come va a finire il problema esuberi dopo il confronto con i sindacati.

Il gioco dell'oca

Lo segnala Pippo e non posso che replicare.

'a Muntagna

Così lo chiamano i Siciliani. L'Etna è 'a Muntagna. Coi suoi 3000 e passa metri è visibile da tutta la Sicilia quanto il cielo è particolarmente terso.
Non tutti volevano salire. Molti sono partiti per farsi due settimane di mare, ma siamo una compagnia di otto persone: se ognuno fa quel che vuole si rischia di dividersi. Così, più saggi dei dirigenti del Pd, decidiamo di trovare una mediazione tra la vacanza-mare e quella cultural-naturalistica.
Auto fino a 2000. Funivia fino a 2500. Paul e Guada se la fanno a piedi, perchè l'Etna bisogna goderselo. Peccato che, una volta su, ci aspettano altre due ore di salita.
Lo spettacolo è spettrale. Un deserto nero. Non si vedono nient'altro che grosse colline e vette di ghiaia nera come la pece.
Camminare è difficile, perchè nella sabbia e nella ghiaia color ebano si affonda. Le nuvole impediscono la vista della vallata e sembra che il mondo finisca dietro quelle nere colline e magari, è proprio così. I bus che portano gli sfaticati a 3000 mt alzano polvere nel silenzio che domina quel luogo.
La salita è faticosa. Più si sale, più la terra diventa calda e più l'aria si fa rarefatta. L'associazione con l'Inferno dantesco è inevitabile e al contempo paradossale: è una catabasi al contrario che mi porta sempre più vicino al cratere fumante e, contemporaneamente, al cielo.
Ade e Campi Elisi non sono così distanti, dunque; e, forse, là in alto li si può addirittura confondere. Come tutto in fondo. Chissà quando capiremo che non tutto è così chiaro e facile da comprendere, che catalogare banalmente le persone in categorie è sbagliato. Eppure per semplicità la nostra mente tende naturalmente a non spaziare, a non voler comprendere i legami tra noi e il diverso. Ci è più comodo e congeniale. Distinguiamo le persone in buoni e cattivi, come si faceva da bambini.
Arriviamo in cima. Momento foto. Scaccio via i pensieri e penso alla serata che passeremo a Taormina: magari conosceremo qualche bella ragazza...

mercoledì 27 agosto 2008

Bad Alitalia

La Cgil vuole chiarezza. Non solo lei direte voi. Dopo aver fatto saltare le trattative con AirFrance-Klm in campagna elettorale, B e i Suoi vogliono convincerci che la soluzione da loro trovata sia migliore di quella del Governo Prodi.
Peccato che gli esuberi previsti dalla Compagnia Transalpina ammontavano a 2100, quelli del Governo in carica a 5000. B, però, sostiene che 5000 sia inferiore a 2100. Qualcuno, per favore, gli dica che le leggi matematiche non possono essere votate dal Parlamento, anche se ha un larga maggioranza.
Tornando ad Alitalia, il Governo prevede (sembra) una fusione con AirOne e la creazione di una bad company. Situazione che porterebbe qualcuno - dice Bersani - a guadagnare e qualche altro a pagare. Come al solito il prezzo lo pagano i contribuenti. Ricordo che quest'ultima boiata, le cui modalità di gestione devono ancora essere vagliate dalla Commissione Europea, non era prevista nel piano AirFrance.
Finito? chiederete voi. No, perchè è palese che questo espediente non possa permettere il risanamento della Compagnia, ma sia soltanto una soluzione temporanea. Insomma serve un partner internazionale - continua Bersani - per risolvere il problema. Sì, l'avevamo già trovato, ma B voleva vincere le elezioni a tutti i costi e, così, ha deciso di affossare del tutto l'azienda, mettere a rischio i risparmiatori, lasciare a casa più del doppio degli impiegati rispetto a quanto previsto e far perdere in questo modo a noi cittadini circa 1 miliardo di euro.
Bad Berlusconi!

On the road

«Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati»
«Dove andiamo?»
«Non lo so, ma dobbiamo andare»

Il romanzo di Kerouac mi ha affascinato fin dalla prima volta che sfogliai quel Mondadori durante le ore di Divina Commedia al liceo. Forse perchè il tema del viaggio mi ha sempre sedotto. La Salerno-Reggio Calabria non sarà la Route 66, ma gli amici son sempre gli amici e i 1350 km che ci separavano da Acireale erano comunque tanti.
Quando si parte non si è mai ben coscienti di ciò che si sta facendo: si è sempre troppo affacendati a far stare i bagagli e le tende da campeggio nel baule (e la chitarra che Triz ha voluto portare a tutti i costi). All'inizio sembra una serata come le altre, quelle della serie "andiamo al Sir Jack a prenderci una birra". Il Camogli a Somaglia Ovest comincia a farti destare dal torpore prepartenza e cominci a realizzare che stai per staccare la spina dalla solita realtà per riattaccarla solo 15 giorni più tardi.
La Fortuna ci ha preso con sè: niente traffico e, a parte l'incapacità di Guada di sorpassare i TIR in tempi inferiori ai 10 minuti e mezza Punto che si lamenta per la mia guida, tutto scorre liscio.
Piacenza, Reggio, Modena, Bologna, Firenze... Sono le 2 di notte. Caffè all'Autogrill con succulenti Togo al cioccolato fondente. Cambio guida. Sedile posteriore.
Difficile che io riesca a dormire in auto. Il cielo della Toscana, illuminato da costellazioni che non ho mai saputo riconoscere, mi fa pensare all'anno trascorso. Sì, perchè è un anno che non mi metto ad osservare il cielo. Vedere sì. Osservare no. Quante cose. Davanti all'immensità del Firmamento insignificanti, però. Stream of consciousness: faccio notare a Paul (che dibatte con Niko sull'importanza di un certo metal nella storia della musica) che delle 9 regioni che attraverseremo ben 7 sono governate dal centrosinistra e solo quelle alle due estremità del nostro viaggio sono in mano a B. Ci domandiamo per quanto il Pd potrà vantare questo primato ed essendo ancora in Toscana (che, si sa, sta perdendo di anno in anno la sua toscanità) mi viene in mente il rebelòt che stanno tirando in ballo sulle Primarie. Meglio non pensarci, se no mi viene un travaso di bile.
Mi ridesto (perchè la stanchezza, alla fine, ha avuto la meglio) a Roma. Dall'autostrada si vedono i colli. La città eterna. Una delle città più belle del mondo, a mio modesto avviso. Alle 4 di notte non è molto illuminata, ma è magica comunque. C'è mancato poco che i senzatetto non potessero più rovistare nei rifiuti per sostentarsi. Non pensiamoci. Ad Alemanno dico.
L'alba ci sorprende a Napoli e io non trovo più i Rayban (che fastidio!). La Campania scorre via come un treno in corsa ed entriamo in Salerno- Reggio Calabria col terrore della coda. Già, perchè son vent'anni che questa autostrada deve essere sistemata, ma ancora per lunghi tratti persistono la corsia unica, le buche e i mille cantieri.
La Dea Bendata ci assiste ancora, ma (che diamine) dopo esserci divisi (Punto nera avanti, Punto rossa dietro) seguiamo una deviante indicazione che ci fa perdere un sacco di tempo per La Sila. Rispuntiamo 100 km dietro agli altri e a Reggio arriviamo un'ora e mezza dopo di loro. Coda inesistente. Meno male.
Il traghetto ci trasporta a Messina in 30 minuti, su un'autostrada migliore della Salerno-Reggio Calabria, ma non certo perfetta. Eppure B. qui vuol farci il ponte. A quante corsie? 3? 4? Qualche km di libidine dopo 70 monocorsia e prima di altri su una carreggiata sgangherata. Velocizza l'unica parte veloce. Sensato.
L'Etna sbuffa alla nostra destra, ma siamo troppo stanchi per notarlo. Arrivati a casa di Fede (in una frazione di Acireale) non facciamo a tempo ad entrare (alle 16!) che crolliamo sui letti. Distrutti. Ci vuole una bella dormita, perchè domani si va su 'a Muntagna.

martedì 26 agosto 2008

Gran Bazar Mussolini

E' l'articolo che pubblica oggi Ilvo Diamanti nella rubrica di Repubblica Bussole. Leggetelo. Fa riflettere.

Riaprono i battenti

15 giorni e quasi 5000 km. Eccomi tornato dal tour siciliano-e-non-solo.
Terra affascinante, col suo mare e le sue campagne, con le sue contraddizioni, la sua storia e la sua arte.
Un solo post per descrivere questo viaggio non sarebbe sufficientemente esaustivo, per questo ho deciso che nella prossima settimana ripercorrerò le tappe di questo fantastico viaggio.

Avanti che si ricomincia.

domenica 10 agosto 2008

'a Sicilia

Post programmato. In questo preciso istante le due Fiat Punto dei miei cari amici Andrea e Nicolas stanno lasciando il piazzale del Mc Donald's di San Fruttuso con a bordo me, i proprietari delle auto e altre 5 persone. La meta è la Sicilia e, se tutto va bene, contiamo di arrivare ad Acireale (la nostra prima tappa) verso le 14:00-15:00 di domani.
Il pc non lo porto, quindi fino al 26 addio blog!
Sulla strada del ritorno conto di fermarmi a Firenze per un paio di giorni in occasione della Festa Nazionale del Pd. Vi saprò dire. Per ora buone vacanze e buon Ferragosto a tutti!

giovedì 7 agosto 2008

Ridicolo!

Adesso gradirei che mi si spiegasse da dove deriva tutto "questo rispetto" di Bassolino nei confronti delle istituzioni. Sbaglio o non si era dimesso nonostante l'emergenza rifiuti di inizio anno?!

mercoledì 6 agosto 2008

Vietato rovistare!

Ho sempre pensato che lasciare più libertà e più poteri alle comunità locali possa essere un ottimo metodo per permettere una migliore governabilità e per creare un rapporto più diretto tra istituzione e cittadino. Le responsabilità rimangono sul territorio, non a Roma, in Regione e in Provincia. E' la famosa accountability di cui spesso parla Ivan.
Se questa maggiore indipendenza, però, deve portare anche queste conseguenze, forse l'Italia non è ancora pronta per un simile passo.

lunedì 4 agosto 2008

Ah.. La tecnologia

A causa di altri problemi tecnici godo della connessione internet solo sul cellulare.
Continuerò a scrivere post, ma la loro pubblicazione avverrà in un futuro non molto prossimo.

domenica 3 agosto 2008

Ieri e oggi

1944. È una bella sera d'estate nella campagna polacca. A funestare quest'apparente tranquillità è un pennacchio di fumo più denso del solito, che sale da quei camini cintati da alti cancelli e filo spinato.
Ad Auschwitz non è la solita tragica giornata a volgere al termine. Nella notte tra il 3 e il 4 agosto 1944 tremila zingari, marchiati come asociali, vengono barbaramente uccisi dalla follia nazista.

Sono passati 64 anni. Tanti, ma non abbastanza per seppellire l'odio razziale che ancora funesta la nostra società. Non abbastanza da persuadere un Governo a legiferare a favore degli italiani di oggi e di domani e non contro i non-italiani.
Non abbastanza perché un ministro comprenda che certe sue disposizioni, oltre ad essere discriminatorie, alimentano l'odio per il diverso.

sabato 2 agosto 2008

Gita in Pdalò

Oggi mia sorella mi ha convinto ad affittare un pedalò per gironzolare lungo un tratto della costa dell'Isola d'Elba (mai assecondare le sorelle in piena età adolescenziale: sono terribili!).
All'inizio, felici di visitare qualche caletta non raggiungibile via terra, abbiamo persino deciso di contribuire equamente al costo del noleggio (caso più unico che raro).
Appena usciti dalla baia, però, qualcosa è cambiato: lei voleva andare verso la parte più a sinistra dell'isola; io, invece, volevo rimanere più o meno in zona e perlustrare qualche anfratto ancora inesplorato. Il tutto mentre una forte corrente ci trasportava verso la parte centrale del litorale. Gira il timone di qua, gira il timone di là, per poco non siam finiti contro la scogliera.
Ennesima prova del fatto che in tutto sia fondamentale avere le idee chiare: dal pedalò alla politica.

Marcia su Milano, Roma, etc...

Maroni e La Russa, dopo i tagli del Governo ai corpi di Polizia, preparano l'addestramento dei militi che pattuglieranno le nostre città.

venerdì 1 agosto 2008

La uno, la due o la trè?

La trè! Ovvero nè sì, nè no. Il Pd ha bisogno di riflettere un po'.

Faccio cose, vedo gente...

Oggi ho risentito un vecchio amico (classe 1985) che si è trasferito in Calabria ormai da tre anni. Non lo sentivo praticamente da allora. Di cose ce ne siamo raccontate in quei 50 minuti di telefonata.
Mi ha fatto piacere sapere che da gennaio si è avvicinato al Partito Democratico ed è entrato nella giovanile del suo paese, in provincia di Reggio. Ed è così che il discorso ha preso la piega politica. Gli ho chiesto che attività stavano mettendo in piedi nel suo circolo, ma la risposta è stata a dir poco tragica, come ha riconosciuto, poi, lui stesso: stiamo preparando delle piattaforme di dibattito e definendo una certa programmaticità d'interventi di natura comunicativa.
Al mio Sì. E in pratica? molto perplesso la risposta è stata Beh incontriamo un po' le persone per strada... pensiamo di progettare qualche iniziativa per interessarle... anche se per ora non ci siam mossi molto... Sarà perché non abbiamo le idee molto chiare.
L'ho poi tranquilizzato: in Brianza la situazione non è così differente. Cercavo solo qualcuno con cui consolarmi - risata fragorosa di entrambi e cambio repentino di discorso (dalla politica alle donne, come al solito): no comment.