venerdì 30 novembre 2007

Il Pgt è realtà

Stanotte alle 3, dopo estenuanti ore di discussione, il Pgt è stato approvato all'unanimità in Consiglio Comunale. Ora abbiamo un nuovo Prg anche se la Giunta si è riservata parecchie decisioni riguardo a certe osservazioni, però il maxiemendamento sulla Cascinazza non è stato presentato. Per quanto il Mondo sostenesse in un articolo che la Giunta Mariani avrebbe garantito l'edificazione dei 388mila metri cubi, risollevando così la Pbf dai gravi problemi economici che l'hanno colpita negli ultimi anni, il Pgt è passato senza modifiche rilevanti.
Ora è nostro compito vigilare per evitare che Paolo Berlusconi riesca comunque nella sua impresa.
Abbiamo vinto un'altra battaglia, ma non ancora la guerra.

giovedì 29 novembre 2007

Pgt nelle circoscrizioni: da qualche parte scoppia la polemica...

Settimana scorsa il Pgt è passato al vaglio delle Circoscrizioni che hanno espresso i loro pareri al riguardo. Non commento il fatto che il documento e la richiesta di parere siano giunti solo nove giorni prima di un Consiglio già convocato alle 17:45 (e di venerdì, per Giunta).

E' curioso, però, vedere quel che è successo nella mia Circoscrizione in cui è infuriata una tremenda polemica che ancora si protrae: vedo di fare un po' di luce sulla questione.

Purtroppo non ho potuto partecipare al Consiglio per via di impegni personali abbastanza rilevanti, ma erano comunque presenti i colleghi del Pd e Andrea Guadagnino della Lista Faglia, con cui avevamo concordato i punti da esporre, durante il week-end.

Al momento del voto il Presidente Pozzi dichiarò che l'intero Consiglio, come concordato in riunione Capigruppo si sarebbe astenuto nella sua interezza.
Perplessità dal Pd alla Lega Nord, passando per la Lista Faglia, che poi voteranno a favore del documento. L'ira del Presidente è dietro l'angolo che, dal suo scranno, dichiara a gran voce che non venivano rispettate le parole date.

1) Come dichiarato dal Capogruppo della Lega Nord, è sempre legittimo cambiare idea: la riunione Capigruppo non può esautorare il Consiglio di una decisione di tale importanza.

2) Quando dichiarammo la nostra astensione? Il giorno in cui giunse il Pgt in Circoscrizione ero presente anch'io e dissi al Presidente Pozzi che era necessario portarlo in Consiglio e votarlo, nonostante la tempistica ridotta. Ovviamente lui sostiene esattamente il contrario, anche se io, proprio il giorno prima, organizzavo con Michele Faglia un incontro con tutti i Consiglieri di Circoscrizione così da spiegar loro che il Pgt era sì da approvare, ma con le dovute puntualizzazioni, riguardanti le osservazioni rifiutate nei tavoli di confronto e poi accettate successivamente dalla sola Giunta. Se la tesi supportata dalla Maggioranza (Lega esclusa) è vera io e la Capogruppo del Pd siamo una specie di Dr. Jekyll/Mr. Hyde.

3) Com'è possibile che gli autori del Pgt si astengano dal suo voto?

4) Poichè la Lega si è espressa nel medesimo modo (ovvero sottolineando che non era stata presa alcuna decisione sull'approvazione del documento) non penso sia una fantasia dell'Opposizione infigarda.

5) Il Consigliere Perego del Pd dichiarò durante il Consiglio che il suo gruppo consiliare non intendeva esprimere pareri tecnici (e non astenersi dal voto), eppure anche questo è stato frainteso.

6) Nelle mie dichiarazioni a Il Cittadino ho sminuito la cosa, definendola un semplice qui pro quod, che può ovviamente capitare, ma, nonostante questo, ci si sente dare dei bugiardi e traditori (di chi poi?) dalla Maggioranza.

...ai posteri l'ardua sentenza...

mercoledì 28 novembre 2007

Il Partito-Rete

Polemico? Un po', ma sinceramente non riesco a capire. Non riesco a comprendere come possa trarre vantaggio Berlusconi dalla situazione che sta andando a creare.
Ha destabilizzato completamente i suoi alleati (e non solo), che ormai non si ritengono più tali.
La Cdl sta perdendo pezzi, come una vecchia auto tenuta assieme con dello scotch, il suo stesso leader la definisce un ectoplasma e parla di lei al passato, come se fosse un'avventura ormai conclusa.
Le nuova dichiarazioni lasciano un po' perplessi: il Cavaliere non avrebbe mai detto di voler sciogliere FI, voluto tirare spallate al Governo e anche se il modello tedesco (per la riforma elettorale) gli si confaceva fino a due giorni fa, parlerebbe di un'analisi più approfondita della questione.
E il Ppl? Che fine ha fatto? Silvio ora lo definisce come un Partito-Rete, una specie di sovrastruttura per i partiti che aderiranno alla nuova idea.
Sembra un trottola impazzita e sinceramente è difficile trovare una spiegazione razionale al suo comportamento. Non sottovaluterei, però, il soggetto, Berlusconi non è uno sprovveduto, una strategia, giusta o sbagliata che sia, deve esserci: c'è sempre stata.

Probabilmente il Cavaliere pensava davvero di riuscire a catalizzare tutti i partiti del centrodestra con questo Ppl e formare, poi, un partito unico come a Sinistra, ma qualcosa è andato storto: Fini e Casini non ci sono stati, Storace ha continuato a difendere l'identità ideologica dell'estrema destra e così ha tirato fuori il piano B: il Partito-Rete, una specie di ibrido tra la CdL ed un vero partito unico.
Visto il volgere degli eventi è stata una soluzione abbastanza efficace nel presente, ma dovrà esserlo anche nel futuro e l'unico modo per riuscire nell'impresa è riavvicinarsi ad An e Udc.
Se Berlusconi riuscirà nel suo intento ne uscirà più forte di prima, ma l'Opposizione, a quel punto, sarà totalmente alla sua mercè.
Difficile capire se i seccesionisti cederanno oppure no alle lusinghe. Stiamo a vedere...

giovedì 22 novembre 2007

Ppl

Ecce homo: Berlusconi ha avuto una nuova e geniale trovata: fondare, senza avvisare nessuno, il tanto discusso partito unico del centrodestra. D'improvviso, scioglie Forza Italia, chiama la Brambilla, fonda il nuovo movimento e tira fuori nome e simbolo che la Presidentessa dei Circoli della Libertà aveva registrato in agosto.
Miracolosamente ci si dimentica dell'insuccesso rugbysta del 14 novembre e si parla solo della controversa nascita di questo nuovo partito: il Partito del Popolo della Libertà.

Non riesco a capire come Berlusconi possa definire il Ppl democratico e liberale dopo aver sciolto il partito vecchio e fondato il nuovo senza consultare nessuno (particolare come democrazia) e senza aver minimamente annunciato quali siano le linee programmatiche del nuovo movimento; in fondo però sono quisquiglie, particolari privi d'importanza, no?
Nonostante questo gesto improvviso e per niente liberale non si è udito un solo forzista borbottare: tutti d'accordo, tutti per il Presidente e con il Presidente: una mandria di pecoroni convinta che il partito per cui lavorano sia di proprietà di un'unica persona, Berlusconi appunto. In fondo è o no un Partito-azienda? Quando mai l'Assemblea dei Soci consulta il portiere prima di liquidare un'impresa? FI è stata solo una propaggine, uno sviluppo di Finivest in una nuova Business Unit, chiamata volgarmente Politica.

Ora ha tirato in ballo il Partito Unico. Peccato che gli esponenti dei tre partiti più votati (dopo FI) nella CdL (Casini, Fini e Maroni) non siano assolutamente d'accordo e benchè la Lega si senta sempre più lusingata dalle advances di Berlusconi, l'asse An-Udc non sembra volersi spezzare, nonostante le diversità ideologiche, e, così, il Cavaliere sbotta in improperi d'ogni genere. Non era più semplice, a questo punto, cambiare nome e simbolo, invece di fingere di fondare partiti nuovi? Perchè se nel Ppl confluirà FI, i Circoli della Libertà e una dozzina di micropartiti, che messi insieme hanno difficoltà a superare le soglie di sbarramento, non sarà vera l'equivalenza Forza Italia=Partito del Popolo delle Libertà? O forse Lega, Udc e An saranno folgorati sulla via di Damas... ops... Arcore? Staremo a vedere, ma se il centrodestra vuole veramente ridarsi un'identità e tornare alla serietà di un tempo conviene mettere fuorigioco Berlusconi, che, come disse Montanelli (che non era certo un bolscevico), paralizza la politica italiana.

Tutto questo, però, è stato solo l'inizio, la parte più divertente doveva ancora venire.

Il Cavaliere ha, infatti, cominciato millantantando dieci milioni di firme di adesione, ma se date un'occhiata alle modalità con cui queste vengono raccolte on-line, scappa inevitabilmente una risata.
Ha continuato, poi, con strane farneticazioni: parla di Primarie per la scelta del Leader (non aveva biasimato quelle del Pd?), nonostante si sia già presentato come tale; definisce il Nuovo Partito "di centro", ma invita Storace a farne parte, che solleticato dall'idea si limita a definirsi lusingato dall'offerta (non si era separato da An per evitare il Partito Unico?); il 18 aveva dichiarato che erano state raccolte 7 milioni e passa di firme contro il Governo e quindi ne chiedeva le dimissioni, ora vuole incontrarsi con Veltroni per trattare sulle riforme e in particolare su quella elettorale, e già si esprime sull'argomento suggerendo il modello tedesco, che fino a una settimana fa biasimava.
Finisce invitando Casini e Fini a far parte del Ppl, i quali, educatamente, rifiutano per l'ennesima volta; in tutta risposta, li insulta. Nel centrodestra è il caos: io non ci sto capendo più niente, ma chi fa parte della CdL penso ci capisca ancora meno. Berlusconi è veramente geniale: è l'unico in grado di far apparire il centrosinistra più coeso di quel che è.

martedì 20 novembre 2007

La Giunta Romani

Con deliberazione di Giunta 696 del 6 novembre, a pochi giorni dalla sentenza prevista per il 5 dicembre 2007, la Giunta monzese rinuncia alla causa avviata nel marzo 2005 presso il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche contro la variante al Piano di Assetto Idrogeologico. (dall'ultima mail inviatami da Michele Faglia)

Non pensavo che arrivassero a tanto...

E' come se l'accusato prendesse il posto dell'accusante e ritirasse la denuncia presentata in precedenza... anzi, a pensarci bene è proprio così, ma vediamo con ordine i fatti.

Il Piano di Assetto Idrogeologico prevede il famoso Canale Scolmatore, quell'assurda opera deturpatrice, che dai pressi di Villa Mirabello dovrebbe incidere una vergognosa cicatrice sul volto del Parco e ricongiungersi, poi, col Lambro nei pressi del confine con Sesto. Questo canale permetterebbe di edificare quella zona fino ad oggi ritenuta fondamentale per l'esondazione del fiume monzese: stiamo ovviamente parlando della Cascinazza.
Non fu un caso che il PAI fu redatto proprio durante il Governo Berlusconi e chiedesse alla città di edificare un canale da 168.294.491 di euro; sì: avete letto bene e io non ho sbagliato a scrivere centosessantottoeduecentonovantaquattromilaequattrocentonovantuno euro.
Chi ha redatto quel piano forse ritiene che Monza, la nuova Provincia e la Regione siano in grado di finanziare da sole un'opera simile, che ha per eguali solo il famoso Ponte sullo Stretto.
Quest'opera faraonica, però, ha un altro difetto oltre al costo: non serve a nulla. L'acqua che viene deviata a nord di Monza viene, come ho detto sopra, riversata di nuovo nel Lambro a sud della città, annegando così Brugherio, San Maurizio e Sesto.

Non è finita qui. Il PAI prevede anche la riduzione delle fasce di inedificabilità in ragione della previsione del canale scolmatore. Ulteriore prova che il Canale verrebbe edificato (o meglio: messo in progetto; meglio ancora: nelle cose da fare) solo per cementificare la Cascinazza.
Infine ci sarebbe anche un’estensione della fascia a rischio a nord del canale Villoresi a danno di migliaia di cittadini che vedrebbero compromesse le loro proprietà.

Poichè questo documento colpiva così platealmente la città per favorire fondamentalmente dei privati, la Giunta Faglia, nel marzo 2005, presentò al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche una variante al PAI.

Monza, a pochi giorni dalla sentenza (5 dicembre), rinuncia alla causa intentata contro i provvedimenti costruiti per far edificare l'area Cascinazza.

Questa è la Giunta Romani... ops... Mariani...

giovedì 15 novembre 2007

Spallata

Da quando sentiamo queste parola? Da inizio legislatura più o meno. Silvio Berlusconi è da metà ottobre che va dicendo "Il governo cadrà sulla Finanziaria", "Aspettiamo il 14 novembre per la spallata", "Subito alle elezioni", etc...

Noioso come sempre, e, nonostante ai primi del mese si era capito che il decreto sarebbe passato senza troppi problemi, non solo non si fermò, ma organizzò pure una raccolta firme per chiedere le dimissioni del Governo dopo la dimostrazione di debolezza, che ieri, alla fine, non c'è stata.
Silvio, però, non demorde e sostiene di aver fatto implodere la Maggioranza, anche se non ho capito cosa glielo faccia pensare e cosa voglia dire con questa perifrasi, ma il Cavaliere rimane sempre un grande comunicatore pubblicitario: non è importante cosa comunichi, ma il come ed effettivamente il verbo implodere è stata una buona scelta, anche se, nel contesto, non significhi assolutamente nulla.

I leader di An e Udc ormai lo redarguivano da giorni: avevano capito che ieri tutto sarebbe andato liscio come l'olio per il Governo, ma Silvio ha voluto ridicolizzarsi e, non contento, ha tirato in ballo anche i gazebo per le firme.
Ora l'intero centrodestra vuole scendere a trattare con la Maggioranza, soprattutto sulla Legge Elettorale, ma il Cavaliere, invece di rendersi conto dell'errore compiuto e sedersi al tavolo di confronto con la Maggioranza, dà le pagelle ai membri della CdL, promuovendosi a pieni voti per la lotta senza quartiere contro il Governo Prodi e rimandando a settembre Fini, Casini e il resto della coalizione.
Un Berlusconi assolutamente distruttivo e per niente propositivo; un Berlusconi a cui piace utilizzare termini prestati dal rugby ("spallata" ) e che detesta i compromessi, insomma un terremoto vivente intenzionato a ribaltare mezzo mondo politico, ma che in realtà incassa solo gli scherni di mezza Italia e la compassione della restante.

giovedì 8 novembre 2007

La morte di Enzo Biagi Atto II

Due giorni fa ci ha lasciato l'ultimo grande giornalista italiano, che in realtà, nonostante un recente ritorno in TV, era morto da tempo, a causa del terribile Diktat Bulgaro firmato Silvio Berlusconi.



Ricordiamo bene, infatti, cosa accadde nel 2002: Biagi, insieme a Santoro e Luttazzi, fu spazzato via. La motivazione? Facevano un uso criminoso della televisione pubblica.
Cosa intendesse dire Berlusconi con quella frase non l'ho mai capito, ma le vere cause che portarono a quell'epurazione erano e sono palesi: eliminare coloro che davano fastidio: Santoro con il suo programma "troppo di sinistra", Biagi, istituzione giornalistica poco collaborativa col regime Berlusconiano e Luttazzi, troppo audace nella sua intervista a Travaglio.

Biagi era già morto, come prima di lui Montanelli, zittito e messo da parte dal Cavaliere. Ed è così che muoiono i grandi, gli eroi del giornalismo: sul campo, massacrati da sostenitori (inconsapevoli?) dello stato etico.

Biagi ha scritto la storia del secondo Novecento, è stato un giornalista che non ha mai tradito il suo lavoro per favorire questo o quel pezzo da novanta della politica, ed è per questo che è stato ingiustamente ostracizzato; ha fatto parte di un mondo che ora non è più, un mondo senza troppe ipocrisie, dove chi era partigiano di una qualche forza politica, scriveva sull'apposito giornale di partito, ma chi si dichiarava libero giornalista non si asserviva nessuno.


Tempi lontani per un presente che favorisce solo i clientelismi e un'informazione filtrata.
Un'informazione che era sì manipolata, ma non del tutto puttana.

Mala tempora currunt...

martedì 6 novembre 2007

Meglio tardi che mai

L'articolo sul Canile è finalmente apparso, gli si dà una sfumatura polemica, nonostante abbia sottolineato durante il Consiglio che è un problema tecnico-istituzionale e non politico. Vabbè... la mia fiducia nel giornalista incaricato era stata ben riposta e me ne felicito.

lunedì 5 novembre 2007

Mariani e il fascismo

Vediamo l'ultima geniale trovata del nostro Sindaco: durante l'annuale commemorazione dei combattenti della Grande Guerra e dei morti Partigiani, il buon Marco vuole fare il suo solito e simpatico fuoriprogramma: si reca, tranquillo, con Gonfalone e striscia tricolore davanti alla tomba del gerarca fascista Aldo Tarabella e gli rende onore... inchinandosi...
Il gesto ha ovviamente suscitato i malumori di ANPI, ANED e ANEI, che hanno lasciato inorridite la manifestazione.
Il Sindaco si giustificherà poi nel migliore dei modi: non bisogna mai trasmettere messaggi di odio. E fin quando avremo paura di andare sulla tomba di qualcuno a dire una preghiera, non si potrà parlare di pace.

Fantastico! Il Revisionismo storico ormai ha toccato il fondo: siamo partiti dal ricercare un giudizio più obiettivo e siam finiti a inchinarci agli squadristi. Di questo passo fra trent'anni si studierà che la Repubblica Italiana è figlia di quella di Salò.

E poi diciamocelo: morire per la Libertà e morire per il Nazismo non è proprio la stessa cosa.